domenica , 27 Novembre 2022

Strani segnali dalla sonda Voyager-1, errori nei dati in arrivo

Strani segnali in arrivo dalla sonda Voyager-1 della Nasa, lanciata nello spazio nel 1977 e ora distante ben 23,3 miliardi di chilometri dalla Terra, nello spazio interstellare.

Tutti gli strumenti della sonda sembrerebbero ancora funzionare correttamente, tanto da comunicare ed eseguire i comandi, eppure i nuovi dati di telemetria che la sonda sta inviando sembrerebbero essere generati in forma casuale.

Un mistero come questo è prevedibile in questa fase della missione“, ha detto Suzanne Dodd, responsabile delle due sonde Voyager per il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, in California.

Entrambe le sonde – ha aggiunto – hanno quasi 45 anni,un’età operativa che molto oltre rispetto a quella prevista in origine. Dobbiamo poi considerare che siamo poi nello spazio interstellare, un ambiente con molte radiazioni in cui nessun veicolo spaziale era mai giunto prima“.

Lanciata il 5 settembre del 1977, seguita poco dopo dalla sua gemella, l’obiettivo di Voyager-1 era quello di esplorare da vicino alcuni degli oggetti che si trovano ai confini del Sistema Solare. Dopo aver sorvolato Saturno la sonda ha poi proseguito il suo viaggio di allontanamento dal Sole, uscendo già nel 2012 dalla cosiddetta eliosfera, una sorta di bolla prodotta dalla radiazione solare e che protegge i pianeti da condizioni esistenti nello spazio interstellare. Voyager-1 continua a inviare regolarmente dati scientifici preziosi ma si trova così lontano che i segnali impiegano ben 20 ore e 33 minuti per coprire la distanza con la Terra.

Nonostante gli acciacchi del tempo la sonda e tutti i suoi strumenti funzionano ancora questi in maniera perfetta ma ultimamente, segnala la Nasa, i dati della telemetria sembrano completamente casuali. L’antenna per le comunicazioni è perfettamente allineata e la sonda non ha fatto scattare nessun allarme ma i dati indicano erroneamente che la sonda non abbia nessun controllo di assetto. Un problema che quasi certamente è legato al software, spiega la Nasa, ma che anche se non dovesse essere risolto non desterebbe in realtà grosse preoccupazioni. La speranza è che la sonda, così come la Voyager-2, possa continuare a funzionare ancora per qualche anno.

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