martedì , 20 Aprile 2021

Captato misterioso segnale proveniente da Alpha Centauri

Gli astronomi del progetto Breakthrough Listen, impegnati nella ricerca di forme di vita extraterrestri, hanno captato un segnale radio anomalo che sembra provenire da Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole, una nana rossa alla “vicinissima” distanza di 4,2 anni luce dalla Terra. Il segnale è stato individuato analizzando i dati raccolti nel 2019 dal radiotelescopio Parkes, che si trova in Australia

La notizia, diffusa dalla stampa britannica, è stata considerata con cautela dal Seti (Search for Extraterrestrial Intelligence), che sul suo sito comunica che le possibili sorgenti del segnale possono essere diverse. Il segnale, con una frequenza di emissione di 982 megahertz, non sembra provenire da un’antenna terrestre, potrebbe infatti provenire da un satellite in orbita. Ci sono oltre 2700 satelliti attivi intorno al nostro pianeta. Ma se non fosse il segnale di un satellite, cos’altro potrebbe essere?

Il Seti spiega che è possibile che provenga da qualcosa che si trova dietro Proxima Centauri. Se non arrivasse da Proxima Centauri, potrebbe essere qualcos’altro che si trova molto oltre. I segnali radio naturali, prodotti da quasar o pulsar, non sono a banda stretta e non sono confinati a una ristretta gamma di frequenze, come invece sembra essere questo segnale. “I segnali astronomici naturali – spiega Marta Burgay, ricercatrice dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) – di solito sono su frequenze multiple in modo continuativo, non su una sola come in questo caso. Tuttavia noi terrestri emettiamo continuamente onde radio con queste caratteristiche“.

Basti ricordare che pochi anni fa, sempre dallo stesso telescopio, era stato colto un segnale radio che poi si è scoperto essere stato prodotto dal forno a microonde del centro visitatori della struttura. Un’altra ipotesi è che si tratti di segnali radio naturali emessi da un pianeta con un forte campo magnetico, come quello di Giove. “Ci sono molte possibili spiegazioni, ma fin quando non sapremo – conclude il Seti – dovremo continuare a considerare anche l’ipotesi aliena tra le possibilità“.