Come fa il laser a tagliare il metallo?

Concentrando in un punto piccolissimo molto calore, che dissolve il metallo con grande precisione. A seconda del tipo di laser, il taglio può avvenire per vaporizzazione, per combustione o per fusione, ma in tutti i casi il materiale assorbe una parte dell’energia emessa dal laser trasformandola in calore. Il tipo di laser più usato in campo industriale è quello ad anidride carbonica, che emette un fascio di luce infrarossa molto concentrato (circa 1/5 di millimetro) a elevata potenza (anche 1 o 2 kilowatt).

Fotoni ordinati. L’anidride carbonica, assieme ad altri gas, è contenuta all’interno di un tubo in cui amplifica la luce emessa dal laser, che viene poi focalizzata da una lente in fase di uscita. Il risultato è un fascio di luce monocromatica, coerente (i fotoni si muovono all’unisono) e puntato in un’unica direzione (il contrario di una lampadina). Lo strato di metallo fuso dagli impulsi del laser viene poi soffiato via con del gas ad alta pressione. Il limite principale è la profondità del taglio, che in genere non supera i 20 millimetri perché il laser tende a perdere coesione e potenza penetrando nel metallo.