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Trovate in Spagna tracce di pneumatici antiche 12 milioni di anni

Il dottor Alexander Koltypin, direttore del Natural Science Research Center presso l’Università Internazionale Indipendente di Ecologia e Politologia di Mosca, sostiene che in diverse località del pianeta è possibile osservare tracce di pneumatici lasciati nel terreno da veicoli pesanti che si possono far risalire a circa 12 milioni di anni fa.

Certamente si tratta di un’affermazione discutibile dato che l’archeologia classica fa risalire l’inizio della civiltà umana soltanto a diverse migliaia di anni fa e non milioni.

Eppure, Koltypin è convinto che sul nostro pianeta esistono numerosi siti archeologici dove è possibile riscontrare chiari indizi che rileverebbero l’esistenza di civiltà tecnologicamente avanzate vissute sulla terra milioni di anni fa.

Koltypin, appassionato sostenitore di questa teoria, ha anche chiamato il suo sito web “Earth before the flood: Disappared Continents and Civilizations” ovvero “La Terra prima del Diluvio: Continenti e Civiltà scomparse”.

Proprio dal proprio sito il ricercatore russo afferma che le tracce riscontrate nel sito spagnolo di Castellar de Meca, nella provincia di Valencia, risalirebbero al Miocene medio e tardo quindi tra i 12 e i 14 milioni di anni fa circa.

Il villaggio di Castellar de Meca è un sito archeologico unico nel suo genere. Le rovine mostrano un insediamento fortificato praticamente scavato nella roccia. Gli archeologi “ortodossi” fanno risalire i primi insediamenti umani all’età del bronzo.

Koltypin si riferisce all’unico accesso alla cittadella fortificata chiamato Camino Hondo sul cui fondo sono impresse le tracce parallele e di cui spiegazione ufficiale è che si tratterebbe di solchi lasciati dal passaggio di carri trainati da animali.

Io non accetto queste spiegazioni“, scrive Koltypin sul suo sito, “i solchi sono troppo profondi per essere stati lasciati da mezzi così leggeri. Dobbiamo pensare a veicoli notevolmente più pesanti“.

All’epoca il terreno doveva essere umido e morbido. Muovendosi su di esso, un veicolo di grandi dimensioni sarebbe affondato facilmente nel fango, lasciando la doppia traccia di pneumatico.

Secondo Koltypin, questi ipotetici veicoli presentavano dimensioni simili ai fuoristrada moderni, ma con pneumatici larghi 23 centimetri. Nei secoli il fango si sarebbe pietrificato, lasciando impresse le caratteristiche tracce per i milioni di anni a venire.

Lo studio condotto dal ricercatore russo sui depositi minerali che rivestono le tracce e la loro erosione, mostrerebbero la loro incredibile antichità. Sebbene la pietrificazione possa avvenire in poche centinaia di anni, o addirittura pochi mesi, Koltypin sostiene che in questo caso non ci sarebbero dubbi a far risalire le tracce al Miocene.

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