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Stonehenge serviva per parlare con l’aldilà

Uno dei misteri più interessanti per gli appassionati di archeologia aliena è sicuramente quello di Stonehenge, che appassiona da tempo esperti e amanti di ufologia misto a paranormale. Fra ricostruzioni 3D, suoni vecchi di tremila anni e vibrazioni che permetterebbero di comunicare con i defunti, ecco cosa è emerso da uno studio condotto dal Dottor Rupert Till della University of Huddersfield.

Un’acustica fuori dal comune

Come riporta la BBC News Stonehenge, una costruzione eretta 3000 anni fa, avrebbe un’acustica davvero fuori dal comune. Il dottor Till avrebbe provato, con degli esperimenti, che le pietre potrebbero essere state erette allo scopo di diffondere meglio i suoni. Utilizzando strumenti ricavati da corni di animale e altri oggetti naturali, utilizzati per la musica dell’epoca, il dottore avrebbe notato che la struttura aiuta a generare note basse ad una frequenza di 47 hz. La grafica digitale avrebbe aiutato il dottore, permettendogli di allestire un video in cui ricreava la struttura e i suoni dell’antica costruzione. Non è ancora ben chiaro come abbiano fatto degli uomini di 3000 anni fa ad edificare una struttura così imponente, ma c’è chi è molto propenso a dare credito all’ipotesi aliena.

Connettersi al mondo del paranormale

Come riporta il The Inquisitr, il dottor Rupert Till non si sarebbe mai aspettato che qualcuno avrebbe trovato un collegamento fra la propria ricerca e i fantasmi, ma come molti hanno notato le vibrazioni, come quelle create dalla musica, furono molto importanti per i sacerdoti e i loro culti druidici. Ancora oggi di fatti le vibrazioni sono usate dagli esperti di paranormale per condurre le proprie ricerche sulle anime dei defunti, e magari comunicarci. Considerando i culti dell’epoca è molto probabile che esista una connessione fra Stonehenge e il mondo degli spiriti, ma che la struttura funzioni davvero è una cosa piuttosto discutibile. Come sempre sta a voi scegliere cosa pensare. A voi i commenti.


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