martedì , 11 Dic 2018
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Papa Giovanni XXIII incontrò esseri venuti dallo spazio nella residenza di Castel Gandolfo

Papa Giovanni XXIII incontrò esseri venuti dallo spazio nella residenza di Castel GandolfoNel 1961, due anni prima di morire, Angelo Roncalli, il papa buono, avrebbe incontrato un alieno. L’incontro sarebbe avvenuto nei giardini di Castel Gandolfo, alla presenza di un testimone speciale, Loris Francesco Capovilla, il segretario personale proprio di Roncalli. La notizia apparve su un quotidiano inglese e fu poi ripresa da Sun nel 1985 ma passò inosservata.

Era consuetudine per i due fare lunghe passeggiate nei giardini di Castel Gandolfo, uno a fianco all’altro, come due amici, come due persone qualsiasi che hanno voglia di starsene un po’ in disparte lontano dalla routine quotidiana.

Proprio durante una delle loro consuete passeggiate accadde, ecco tutta la storia di un contatto molto particolare:
Camminavano. Il lago a pochi passi, il silenzio di uno dei borghi più belli d’Italia. Camminavano. Come avevano fatto mille volte in quegli splendidi pomeriggi d’estate. Uno a fianco all’altro. Come due amici. Come persone qualsiasi. Che hanno voglia di starsene un po’ in disparte. Fuori dalla routine quotidiana.

Era luglio, un pomeriggio di luglio del 1961 quando accadde.

Papa Giovanni XXIII incontrò esseri venuti dallo spazio nella residenza di Castel Gandolfo
Loris Francesco Capovilla

Li avevamo sopra le nostre teste. Luci, erano luci colorate: azzurro, arancio, ambra. Qualche minuto, e poi…e poi, accadde! L’imponderabile. L’impossibile. Ciò che è anche difficile da raccontare. E allora tutto d’un fiato. Le luci sono astronavi. Le astronavi sono dischi nel cielo turchino d’un pomeriggio qualunque a Castel Gandolfo. Si muovono silenziose. Stanno… per qualche minuto su quelle due figure inconfondibili che camminano fianco a fianco. Come persone qualsiasi.
Poi il contatto. Una delle astronavi si stacca dalla stormo, atterra,  si ferma nel lato sud del giardino. Il portellone si apre e dalla carlinga viene fuori qualcosa. E’ assolutamente umano. Solo che… Solo che ha una luce intorno, una luce che lo avvolge.

Caddero in ginocchio i due, poi Lui si alzò e andò senza esitare verso l’uomo. Verso quell’essere assolutamente umano avvolto da una luce tenue, delicata, penetrante.

Parlarono per circa venti minuti, ma non si potevano sentire quelle voci. Non sentii nulla, ma parlavano,  gesticolavano. Per venti minuti. 1200 infiniti secondi. Poi l’uomo voltò le spalle e se ne ritornò da dove era arrivato.

Lui mi guardò. E pianse.

Sembra l’incipit di un romanzo di fantascienza da quattro soldi. Eppure una ventina d’anni dopo il Sun lo spara in prima pagina. Attribuendo il racconto niente meno che a l’arcivescovo Loris Francesco Capovilla. Il segretario personale di Papa Giovanni XXIII.

Esso, considerato la memoria vivente di uno dei pontefici più amati della storia, notoriamente apprezzato per la sua serietà e il suo rigore, conclude poi:

Per anni Roncalli si tenne dentro il ricordo di quel pomeriggio. E anche io ho rispettato il suo silenzio. Loro parlavano. E non mi chiesero di avvicinarmi. Era giusto così. Ma non potrò mai dimenticare le parole di sua santità quando l’Uomo si allontanò e scomparve con la sua astronave: i figli di Dio sono dappertutto. Anche se a volte abbiamo difficoltà a riconoscere i nostri stessi fratelli“. Questo avrebbe detto papa Roncalli all’arcivescovo Capovilla.

Cinquant’anni dopo il racconto di quello strano pomeriggio ritorna in tutto il suo mistero. Lasciando dubbi, perplessità, ma anche un filo di speranza in quanti da anni sono alla caccia di un prova definitiva. Una prova che possa dimostrare l’esistenza di vita oltre la terra.

Papa Giovanni XXIII incontrò esseri venuti dallo spazio nella residenza di Castel Gandolfo
José Gabriel Funes

Ci siamo limitati a riportare i fatti così come li ha raccontati il Sun, ma una piccola riflessione desideriamo farla: dopo la mancata conferenza di Obama su gli Ufo e sulle presenze extraterrestri sul nostro pianeta, il Vaticano fu il primo stato ad uscire allo scoperto con una dichiarazione che fece molto scalpore:

nonostante l’astrobiologia sia un campo nuovo e un argomento ancora in fase di sviluppo, le domande riguardanti l’origine della vita e la sua esistenza da qualche altra parte nell’universo sono molto interessanti e meritano seria considerazione. Questi interrogativi hanno molte implicazioni filosofiche e teologiche“. Firmato José Gabriel Funes.

Di anni 46, nato a Cordoba, in Argentina, è da qualche anno il nuovo direttore della Specola Vaticana, l’osservatorio astronomico della Santa Sede.