sabato , 24 Agosto 2019
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Scoperto il mistero delle pietre che si muovono nella Death Valley

Scoperto il mistero delle pietre che si muovono nella Death ValleySembrerebbe essere risolto il mistero delle pietre che si muovono, il fenomeno appunto che riguarda la Death Valley, in California e cioè l’inspiegabile attitudine al movimento delle rocce, le quali sembrano muoversi da sole nel deserto, lasciando dietro di loro delle scie nella sabbia.

La scoperta è stata spiegata da Richard Norris, paleoceanografo dell’Istituto di Oceanografia Scripps di San Diego, che spiega che a creare questo particolare effetto sarebbe lo strato di ghiaccio che si forma in inverno sulla Racetrack Playa, un lago asciutto della “Valle della Morte”.

Potrà sembrare strano nel luogo tra i più caldi del pianeta, ma in inverno la temperatura scende di parecchi gradi sotto lo zero, la poca acqua che ricopre la “Racetrack playa” nella stagione fredda gela di notte, formando uno strato di ghiaccio estremamente sottile.

Scoperto il mistero delle pietre che si muovono nella Death Valley

Durante lo scioglimento diurno le sottili ma resistenti lastre di ghiaccio che galleggiano sono in grado, sotto la spinta di una leggera brezza, di spostare le rocce che poggiano sul fango morbido, pochi millimetri alla volta, che diventano nel corso diScoperto il mistero delle pietre che si muovono nella Death Valley diversi giorni lunghe “passeggiate” attraverso il deserto.

I ricercatori della Scripps Institution of Oceanography dell’Università di San Diego hanno posizionato una stazione meteo e una telecamera per riprendere quanto succede durante un lungo periodo di tempo: per la prima volta hanno registrato il movimento delle rocce e ne hanno tracciato lo spostamento attraverso gps.

Norris ha registrato lo spostamento di 224 metri di un sasso tra dicembre 2013 e gennaio 2014, rilevando che di notte in inverno la superficie del lago asciutto si copre di uno strato di ghiaccio spesso tra 3 e 6 millimetri.

Quando il ghiaccio si scioglie nella tarda mattinata e si spezza in placche, queste, spinte dal vento che soffia a 14-18 km all’ora, spostano i sassi che si muovono a una velocità molto bassa.