martedì , 11 Dic 2018
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Fukushima il disastro del mare tre anni dopo

Fukushima il disastro del mare tre anni dopoPrima del devastante disastro di Fukushima dell’11 Marzo del 2011, il Giappone aveva quasi il 15% del mercato globale ittico, dopo quella data purtroppo molte cose sono cambiate.

I livelli di radiazioni sono terribilmente elevati nell’acqua ed ovviamente anche negli esseri viventi che vivono in quel mare ormai contaminato.

A prova di questo, il 10 Gennaio scorso il Governo Giapponese ha fatto trapelare dati veramente drammatici sulle condizioni dell’habitat in cui vivono i pesci, pensate che in un’orata hanno trovato livello di radioattività superiori 124 volte alla media consentita.

Fukushima il disastro del mare tre anni dopo

Il pesce aveva una quantità di 12,400 becquerels (misura della radioattività) per chilogrammo, quando la media dovrebbe essere di 100 Bq/kg, e purtroppo non è l’unico caso, infatti si considera che tutti i pesci nell’arco di 30 chilometri da Fukushima siano irreversibilmente radioattivi.

Fukushima il disastro del mare tre anni dopo

Pensate che solamente nell’estate del 2013 i tecnici della TEPCO (la società che ha in mano l’opera di riassestamento della Centrale) hanno confermato che sono fuoriusciti 300 tonnellate di acqua radioattiva. I principali elementi, che si trovano nelle acque, sono Cesio-137 e Stronzio-90. Nel frattempo tutto il materiale pescato nelle zone circostanti Fukushima è completamente bannato in tutto il mondo.