sabato , 25 Mag 2019
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Prende forma Orion la navicella della NASA [Video]

Prende forma Orion la navicella della NASANei centri spaziali della NASA sta prendendo forma la prima navicella spaziale che sarà in grado di portare esseri umani nello spazio profondo, oltre la Luna. Un traguardo storico è stato raggiunto recentemente quando l’elettronica interna è stata accesa per la prima volta, presso il Kennedy Space Center, dove viene montata da alcuni dei più bravi tecnici al mondo (oltre 200), per prepararla al suo primo lancio spaziale, nel 2014.

La NASA lavora a questo progetto da diversi anni insieme alla Lockheed Martin, ma finalmente si avvicina il momento della verità e cioè il volo d’inaugurazione, previsto per Settembre 2014, che porterà la navicella più lontano di quanto sia andata qualsiasi altra navicella spaziale umana dai tempi delle missioni Apollo.

“Ci stiamo muovendo molto velocemente” ha detto Jules Schneider, manager del progetto Orion per Lockheed Martin, durante un’intervista, “Stiamo portando in vita Orion, l’hardware necessario per il volo è stato già installato e stiamo lavorando 24 ore al giorno, 7 giorni a settimana”.

Prende forma Orion la navicella della NASA

Gli ingegneri e i tecnici hanno rimosso tutta la strumentazione usata inizialmente per le prove tecniche e stanno installando i sistemi di volo veri e propri e tutto l’equipaggiamento che sarà usato, dall’avionica ai computer, ai propulsori, lo scudo termico, etc, tutto questo sta trasformando l’Orion in una vera e propria navicella spaziale.

“Lo scheletro della Orion era già passato di qui ma ora lo stiamo coprendo con tutti gli altri sistemi” ha spiegato Schneider. “Siamo veramente occupati, ci sono state spedite già 66.000 parti della navicella Orion, da oltre 40 stati degli USA”. Presto arriverà anche lo scudo termico, ed i tecnici stanno preparando già i buchi nella struttura su cui sarà montato sulla navicella.

Prende forma Orion la navicella della NASA

“Il sistema di propulsione, quello del supporto vitale e del controllo ambientale, sono pronti e montati al 90%, i cicli di Glicole propilenico, per il controllo termico, sono pronti e molti altri strumenti di volo sono già stati installati”, spiegano i tecnici. “Tutti i propulsori di controllo, alimentati dall’idrazina, come anche un serbatoio di elio e due di idrazina, sono al loro posto nella navicella, insieme ci sono 12 canali di idrazina con due propulsori a testa”, ha spiegato poi Schneider.

Montata anche la serie di PDU (Power Distribution Unit), che funzionano in pratica come il cervello del computer diPrende forma Orion la navicella della NASA Orion, che è stato installato pochi giorni fa e in totale ci sono 4 PDU che gestiscono tutti i comandi per il veicolo, i quali sono stati tutti costruiti a Honeywell.

Ora i tecnici stanno lavorando all’istallazione dei cavi a fibra ottica e stanno facendo dei test per scoprire eventuali perdite nel sistema di circolo del liquido refrigerante per il controllo climatico.

L’idea di base ricalca per alcuni aspetti il design dell’era Apollo, come il posizionamento dello scudo termico, la postazione di guida degli astronauti ed il sistema di rientro, ma per il resto è qualcosa di completamente nuovo, tutta l’avionica, l’elettronica, ed i sistemi di controllo e sicurezza sono assolutamente diversi e di gran lunga più avanzati di qualsiasi altro veicolo mai fatto volare prima.

L’Orion partirà l’anno prossimo per il volo inaugurale a bordo di un razzo Delta IV Heavy, il più potente e grande presente nell’arsenale degli USA, il montaggio del modulo di servizio ed il modulo dell’equipaggio sarà effettuato nella stessa struttura, O&C Building, dove sono state montate le missioni Apollo, quattro decenni fa.

“Nel Marzo 2014 saremmo già pronti per le operazioni a terra, i normali processi di preparazione al lancio inizieranno nel 2014 e porteremmo la Orion sulla rampa di lancio entro il Settembre 2014, è molto eccitante ed un grande tributo per la NASA ed i vari team che hanno lavorato al progetto” ha spiegato Price.

Anche se la missione durerà solo poche ore, metterà a durissima prova tutti i sistemi della navicella (priva di equipaggio per questo volo), che sarà piena di strumenti di controllo delle condizioni interne ed esterne, per valutare ogni singolo fattore del comportamento della navicella, il rientro avverrà nel Pacifico, con una velocità di entrata nell’atmosfera di oltre 32.000 km all’ora, simile a quella delle missioni Apollo.

L’esperienza del volo EFT-1 darà agli ingegneri tanti dati utili per migliorare la navicella e la costruzione del suo scudo termico, dei sistemi di volo e del design globale.