lunedì , 10 Dic 2018
Home » Natura e Pianeta Terra » La NASA cattura le prime immagini satellitari dell’isola emersa nel Mar Arabico

La NASA cattura le prime immagini satellitari dell’isola emersa nel Mar Arabico

La NASA cattura le prime immagini satellitari dell'isola emersa nel Mar ArabicoIl devastante terremoto che ha colpito il Pakistan il 24 settembre 2013 di magnitudo 7,7  non solo ha fatto centinaia di morti, ma anche cambiato la mappa del paese, una nuova isola è emersa nel Mar Arabico, a un miglio dalla costa.

Il satellite della NASA ha registrato la nuova formazione rocciosa, lunga circa 250-300 metri e larga 100-120 metri e si trova nella baia di Paddi Zirr. Decine di pakistani sono già sbarcati sull’isola, che si eleva a circa 20 metri sopra l’acqua.
“Quello che è emerso dall’acqua non è una piccola cosa, ma qualcosa di enorme”, ha detto un residente della vicina città di Gwadar, “è un po insolita, e fà anche un pò paura, perché è emerso improvvisamente qualcosa di enorme“.

L’isola è apparso a circa 380 chilometri dall’epicentro del terremoto ed è visibile anche dalle mappe satellitari, dove lo scorso aprile viene mostrato solo la superficie del mare. L’isola è stata battezzata con il nome arabo di Zalzala Island, che significa “terremoto”.

La NASA cattura le prime immagini satellitari dell'isola emersa nel Mar Arabico

Secondo gli scienziati, la nuova attrazione di Zir Paddi Bay è solo un mucchio di fango, sabbia e rocce che si sono elevati grazie alla pressione dei gas sotterranei. Un portavoce del Geological Survey degli Stati Uniti , Bill Barnhart, dice che questo tipo di fenomeno è favorito dalle caratteristiche del terreno locale, costituito da strati di sabbia e di gas metano, biossido di carbonio e altri gas.

La NASA cattura le prime immagini satellitari dell'isola emersa nel Mar Arabico

“Quando le onde sismiche (cioè, terremoto) interrompono questo strato, il gas e i fluidi emergono in superficie, spingendo massi e fango, abbiamo previsto che l’isola rimarrà nella sua posizione attuale per circa un anno e poi la vedremo affondare di nuovo“.