lunedì , 18 Feb 2019
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L’uomo su Europa: ecco cosa occorre per visitare la luna di Giove

L'uomo su Europa: ecco cosa occorre per visitare la luna di Giove Dopo l’invio dell’uomo su Marte, la prossima meta dell’esplorazione spaziale potrebbe essere Europa, una delle lune di Giove, sebbene le sfide da superare siano ancora tante, l’idea di spingersi a due passi dal gigante del nostro sistema solare sta facendo breccia nella mente degli scienziati.

Perché Europa? Innanzitutto perché le sue condizioni potrebbero essere adatte a supportare la vita, si è parlato della possibile presenza d’acqua liquida, la maggior parte di ciò che gli scienziati sanno sulla luna di Giove è emerso dai numerosi passaggi ravvicinati della sonda Voyager 2 della Nasa nel 1979 e della sonda Galileo alla fine degli anni ’90.

Durante questi incontri fugaci, gli scienziati hanno visto una frattura coperta di ghiaccio con promettenti segni di un oceano di acqua liquida sotto la sua superficie, un tale ambiente potrebbe potenzialmente costituire una casa ospitale per la vita microbica.

L'uomo su Europa: ecco cosa occorre per visitare la luna di Giove

Ma cosa succederebbe se avessimo modo di atterrare sulla superficie di Europa e analizzarla in maniera più approfondita?
“Se l’uomo un giorno invierà un lander robotico sulla superficie di Europa, avrà bisogno di sapere che cosa cercare e quali strumenti utilizzare”, ha detto Robert Pappalardo, autore principale dello studio. “Occorre ancora la preparazione necessaria prima che si possa atterrare su Europa, ma gli studi che verranno effettuati ci aiuteranno a concentrarci sulle tecnologie necessarie per arrivare fin là, e sui dati necessari per aiutarci a scovare i possibili luoghi dello sbarco”.

Secondo lo scienziato, Europa è il luogo del sistema solare in cui la vita è più probabile, oltre alla Terra.

“Atterrare sulla superficie di Europa sarebbe un passo fondamentale per le indagini astrobiologiche di quel mondo”, ha dichiarato Chris McKay della rivista Astrobiology, “Questo documento delinea quello che la scienza potrebbe fare”.