mercoledì , 12 Dic 2018
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Luna: svelato il mistero della sua gravità

Luna: svelato il mistero della sua gravitàRisolto il mistero che avvolgeva la gravità lunare, la maggior parte delle persone ricordano la storico moonwalk, ovvero la passeggiata sulla superficie della Luna del primo uomo a solcarla, Neil Armstrong, era un rimbalzare senza sforzo tra i crateri e la polvere lunare, tuttavia, molti non sanno che la gravità della Luna è notevolmente irregolare.

I primi satelliti, inviati a sorvegliare la Luna prima del famoso sbarco, spesso erano proiettati fuori rotta, attirati da una superficie lunare contraddistinta da una miriade di crateri, ed è stato provato come la gravità fosse più forte in alcune aree, questo grazie alle “grandi concentrazioni di massa che si annidano sulla superficie lunare nascosta, come le barriere coralline sotto le onde dell’oceano”, spiegano gli scienziati della Purdue University.

Il team ha collaborato con i ricercatori del MIT e della missione GRAIL della Nasa con l’obiettivo preciso di risolvere il mistero della gravità irregolare della Luna.

La missione GRAIL è stata lanciata nel 2011 con un unico fine: mappare il campo gravitazionale della luna, con laLuna: svelato il mistero della sua gravità mappatura completa, infatti, gli scienziati possono avvalersi di una più profonda comprensione della gravità lunare e dei processi che hanno creato le “grandi concentrazioni di massa”, note come mascons, rilevate sul nostro satellite.

Queste non solo sono più dense, ma dispongono anche di una curiosa caratteristica: sono distinte “da un surplus di gravità a forma di occhio di bue, circondata da un anello di deficit di gravità e un anello esterno di eccedenza di gravità”.

Con i dati raccolti dalla missione Grail, gli scienziati ora sono concentrati nel capire l’origine di tali mascons, la storia di questi “grumi” di massa inizia quando una giovane Luna possedeva un interno più caldo e una crosta più sottile, più sensibile alle collisioni di asteroidi vaganti nello spazio circostante e spesso sfreccianti, come spesso si è verificato durante la prima formazione del nostro sistema solare miliardi di anni fa.

Va notato che la maggior parte dei dati evidenziano una media elevata di asteroidi in possibile collisione; il che si traduce anche in una notevole energia, questa viene rilasciata al momento dell’impatto e la sua forza è pari all’esplosione di migliaia di tonnellate di TNT.

Luna: svelato il mistero della sua gravitàJay Melosh, docente presso la Purdue University e membro del team della missione GRAIL, ha sottolineato che “la Luna, come la Terra, ha una crosta di roccia più leggera, della densità di circa 2,5 volte più dell’acqua, e un manto di roccia più denso, ossia circa 3,2 volte più dell’acqua”.

Un grande impatto fonde il materiale di superficie così come il materiale del mantello più denso, il materiale di quest’ultimo non è solo espulso nel perimetro intorno alla zona d’impatto, ma sale anche fino a colmare il vuoto lasciato dal cratere.

Tuttavia, la temperatura media sulla superficie lunare è di 32 gradi Farhenheit, cioè 0 gradi Celsius, perché sulla Luna “non c’è atmosfera a tamponare il calore”, spiega ancora Melosh, ciò fa in modo che il materiale si possa raffreddare molto più rapidamente rispetto alla Terra.

Il raffreddamento più veloce indica anche meno distribuzioni di roccia fusa, dopo milioni di anni, il materiale si sarebbe depositato formando un bordo denso, ovvero quello espulso durante l’urto, un anello di materiale meno denso e, infine, un’area più densa simile all’occhio di bue, caratterizzata da aree di gravità forti e deboli alternate.

Questo spiega perché la presenza di mascons è meno plausibile nelle zone della Luna dove la crosta è più spessa, il modello di Melosh, sviluppato per simulare le collisioni ad alta velocità, è stato utilizzato per sviluppare il prototipo simulato al computer della creazione di tali formazioni.

“Per la prima volta, siamo in grado di capire quali dimensioni avessero gli asteroidi che hanno colpito la Luna, cercando nei bacini lasciati e nelle cicatrici di alcune aree”, i dati ottenuti saranno d’aiuto nella navigazione più accurata della Luna.