domenica , 19 Mag 2019
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ll ghepardo robot che si muove come un gatto [Video]

ll ghepardo robot che si muove come un gattoUn ghepardo robot, formato cucciolo, che corre come un gatto, a dare forma al nuovo dispositivo robotico a quattro zampe è stato l’EPFL Biorobotics Laboratory (Biorob), grazie alle sue zampe, il cui design riproduce fedelmente la morfologia felina, il piccolo ghepardo robot ha le stesse caratteristiche del suo modello in carne ed ossa: è piccolo, leggero e veloce.

Ancora in fase sperimentale, il robot servirà come piattaforma per la ricerca nella locomozione e nella biomeccanica, anche se privo di testa, si capisce subito osservandolo che il robot è stato modellato su di un gatto, il piccolo prototipo quadrupede deve la sua agilità alle zampe, che lo rendono molto veloce e stabile.

Il robot è il più veloce della sua categoria in termini di velocità normalizzata per piccoli robot quadrupedi sotto i 30 Kg, durante i test, ha dimostrato di coprire quasi sette volte la lunghezza del suo corpo in un secondo.

ll ghepardo robot che si muove come un gattoAnche se non è agile come un gatto vero, ha ottime caratteristiche di auto-stabilizzazione, quando funziona a piena velocità o su un percorso che comprende lievi alterazioni, inoltre, spiegano i suoi ideatori, il robot è estremamente leggero, compatto e robusto e può essere facilmente assemblato con materiali poco costosi e facilmente disponibili.

Il merito sta tutto nella progettazione delle sue zampe, i ricercatori hanno sviluppato un nuovo modello basato sull’osservazione meticolosa e sulla fedele riproduzione di quelle feline, il numero di segmenti, tre su ogni zampa, e le loro proporzioni sono le stesse dei gatti.

Le molle sono utilizzate per riprodurre i tendini, e i piccoli motori che convertono l’energia in movimento, sono utilizzati per sostituire i muscoli, “Questa morfologia conferisce al robot le proprietà meccaniche da cui i gatti traggono vantaggio, vale a dire una spiccata capacità di esecuzione e l’elasticità nei punti giusti, per garantire la stabilità”, spiega Alexander Sprowitz, scienziato del BioRob, “Il robot è quindi naturalmente più autonomo.”

I dispositivi sviluppati a partire da questo prototipo potrebbero essere utilizzati in missioni di ricerca e soccorso o per l’esplorazione.