martedì , 16 Luglio 2019
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La Nasa punta un nuovo “occhio” sul Sole

La Nasa punta un nuovo "occhio" sul SoleE’ programmato per il 26 giugno il lancio di “Iris”, la nuova missione della Nasa che dovrà svelare tutti i segreti dello strato più basso dell’atmosfera del Sole, la cosiddetta regione di interfaccia, che costituisce il “motore” del vento solare e la fonte principale di raggi ultravioletti.

Lo spettrografo Iris (Interface Region Imaging Spectrograph) avrà il compito di fotografare ad alta definizione piccole porzioni del Sole (ogni scatto ritrarrà all’incirca l’1% della stella) analizzando anche l’intero spettro della luce emessa.

“Iris estenderà le nostre osservazioni del Sole in una regione storicamente molto difficile da studiare”, spiega Joe Davila, responsabile scientifico della missione presso il Goddard Space Flight Center della Nasa a Greenbelt, “Conoscere la regione di interfaccia, ha aggiunto, migliorerà la nostra comprensione dell’intera corona solare e del modo in cui condiziona il Sistema solare'”.

La regione di interfaccia è così importante perché al suo interno sono presenti elevatissime quantità di energia: solo una piccola porzione riesce a fuoriuscire, ma è proprio questa a guidare il vento solare, il flusso continuo di particelle cariche che attraversa l’intero Sistema solare colpendo anche il campo magnetico terrestre.

La regione di interfaccia è anche la sorgente principale dei raggi ultravioletti che arrivano a condizionare il clima sulla Terra, Iris sarà portato in orbita dal razzo Pegasus XL, che spiccherà il volo da Vandenberg, in California, a bordo dell’aereo L-1011 della Orbital Sciences.

La Nasa punta un nuovo "occhio" sul Sole

La missione vera e propria inizierà a 60 giorni dal lancio, quando saranno stati completati tutti i test per verificare il funzionamento degli strumenti, viaggiando dal Polo Nord al Polo Sud, Iris passerà ogni giorno sopra lo stesso punto della Terra più o meno sempre alla stessa ora locale, seguirà cioè un’orbita polare sincrona rispetto al Sole.