lunedì , 10 Dic 2018
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Un bolide illumina i cieli dell’argentina

Un bolide illumina i cieli dell'argentinaAncora meteoriti, dopo lo straordinario fenomeno che ha interessato i cieli di Madrid, questa volta è l’Argentina a far registrare l’ennesimo fenomeno meteoritico spettacolare.

Nelle prime ore di domenica 21 aprile, intorno alle 3:00 del mattino, un forte bagliore ha illuminato diverse provincie della zona nordoccidentale dell’Argentina.

Secondo gli esperti, il fenomeno è stato prodotto molto probabilmente dall’entrata di un meteorite nell’atmosfera terrestre ad una velocità di circa 130 mila chilometri orari, per poi disintegrarsi prima dell’impatto.

Il bagliore, che ha sorpreso e spaventato moltissime persone, è stato registrato da diverse telecamere di sorveglianza sparse nelle città argentine, come riferisce l’agenzia di stampa Dyn, alcuni testimoni raccontano di aver sentito un forte boato seguito poi da una specie di tremore, anche se l’Istituto Nazionale di Prevenzione Sismica (Inpres) non ha registrato alcun terremoto nelle ultime ore.

L’avvistamento è avvenuto principalmente nella provincia di Santiago del Estero, ma quella che i testimoni hanno definito come una palla di fuoco seguita da una lunga e persistente scia di condensazione, è stata osservata anche nelle provincie di Catamarca, La Rioja, Chaco, Corrientes, Còrdoba, Santa Fe e Tucuman.

Un bolide illumina i cieli dell'argentina

“La luce era molto intensa, prima verde, poi è diventata bianca e infine si è trasformata in una palla di fuoco”, ha raccontato un testimone al giornale “El Nuevo Diario”, “Poco dopo abbiamo sentito un tremito simili ad un onda d’urto che segue un’esplosione”.

“Le caratteristiche descritte dai testimoni sembrano coincidere con le caratteristiche di un meteorite”, ha detto Mariano Rivas, coordinatore del settore astronomia del Planetario di Buenos Aires.

La conferma arriva dal direttore dell’Osservatorio Astronomico di Santa Fe, Jeorge Coghlan, il quale ha riferito al canale Todo Noticias che si tratta di un meteorite entrato nell’atmosfera terrestre alla velocità di 130 mila chilometri orari.

“Doveva essere un meteorite abbastanza grande”, spiega l’astronomo, “prima di disintegrarsi a circa 65 chilometri di altezza”.