lunedì , 25 Mar 2019
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Bimba prende fuoco, mistero negli Usa

Bimba prende fuoco, mistero negli UsaImmaginate di occuparvi tranquillamente delle vostre faccende quotidiane e… improvvisamente, senza alcuna causa esterna, essere avvolti dalle fiamme, è quanto successo ad Ireland Lane, una ragazzina americana di undici anni.

La piccola era ricoverata al Doernbecher Children’s Hospital dell’Oregon per una ferita alla testa, stava dipingendo nella sua stanza quando, avvolta dalla fiamme, è dovuta scappare terrorizzata nel corridoio, l’allarme è scattato immediatamente e, nonostante le ustioni di terzo grado, Ireland non è in pericolo di vita.

Bimba prende fuoco, mistero negli UsaResta il mistero sui motivi di un fatto così insolito, la polizia e i vigili del fuoco stanno ancora indagando, ma non sono arrivati ad una conclusione certa, sembra, comunque, che l’autocombustione possa essere stata determinata dalla combinazione tra i disinfettanti usati per pulire la stanza e l’elettricità statica, cioè l’accumulo superficiale e localizzato di cariche elettriche su di un corpo composto da materiale isolante.

La causa, insomma, sarebbe riconducibile allo stesso fenomeno che riscontriamo tutti i giorni negli abiti in tessuto sintetico che si elettrizzano, nella scossa che si avverte scendendo e toccando la carrozzeria dell’automobile oppure nei capelli che si rizzano dopo essere stati pettinati.

Il caso della ragazzina americana non è il primo tra quelli classificati come autocombustione umana, negli ultimi tre secoli le cronache registrano almeno un’altra ventina di casi.

Bimba prende fuoco, mistero negli Usa

Il primo risale al 1725 quando a Reims, in Francia, un locandiere fu prima incriminato e poi prosciolto dall’accusa di aver ucciso la moglie Nicole, nota alcolizzata, morta carbonizzata vicino al camino.

Pochi anni dopo, nel 1731, un altro episodio dello stesso genere capita in Italia, dove la contessa Cornelia Bandi di Cesena fu incredibilmente ritrovata nella sua stanza ridotta quasi completamente in cenere mentre molto più recentemente, nel 1998, a Sidney in Australia, Agnes Phillips, ottantadue anni, fu avvolta dalla fiamme mentre in macchina attendeva la figlia, che era andata a fare la spesa, l’auto era parcheggiata all’ombra, non fu riscontrato nessun corto circuito e nessuna delle due donne fumava.

Tra le possibili spiegazioni del fenomeno dell’autocombustione umana c’è chi parla dell’effetto candela inverso, solitamente infatti le vittime sono sovrappeso o obese e sono presenti fonti di calore esterne, quando i vestiti iniziano a bruciare, il grasso presente nel corpo del soggetto sarebbe soggetto a liquefazione, alimentando la fiamma, in ogni caso il mistero continua.