venerdì , 14 Dic 2018
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L’uomo che parla con gli angeli

L'uomo che parla con gli angeliLo chiamano “l’uomo che parla con gli angeli”, perchè sostiene di vederli e di comunicare con loro sempre, ogni giorno.

Certo è un’affermazione che può suscitare, a seconda del proprio credo, ilarità, incredulità o curiosità, ma che certo non lascia indifferenti.

Questo giovane dal volto pulito in jeans, camicia e piercing al naso è il primo a sapere quanto sia difficile credere alle sue parole, “Ma è il mio compito: mi hanno scelto per diffondere i loro messaggi”, dice sorridente.

Adamo Cirelli, classe 1978, torinese trapiantato vicino a Lecco, si descrive così: “Sono un ragazzo semplice, un padre di famiglia, che ha avuto un grande dono, perchè sono quotidianamente in contatto con le entità angeliche e con gli spiriti guida.

Le prime sono pura luce e ci accompagnano dal primo istante della nostra nascita fino alla conclusione del cammino terreno, mentre i secondi sono le figure che ci erano vicine nella vita, genitori, nonni o altri parenti e che una volta passati nella luce ci stanno accanto spiritualmente per aiutarci e consigliarci.”

L'uomo che parla con gli angeli

Un dono, lo chiama lui, anche se a prima vista sembra quasi una condanna: quando un angelo o uno spirito guida ha un messaggio da inoltrare, Adamo non può esimersi dall’ascoltare e dall’obbedire e a volte, racconta, sale in macchina e fa decine di chilometri per raggiungerne il destinatario.

Spesso, poi, le comunicazioni avvengono nel cuore della notte, “Sì, gli angeli mi parlano in continuazione, infatti non dormo quasi mai! Eppure non sono mai stanco: mi trasmettono la loro energia, io vivo tutto con normalità e serenità, ormai fanno parte della mia vita.”

L'uomo che parla con gli angeliEra un bimbo di sei anni, racconta, quando ha iniziato a vedere queste entità soprannaturali, “Ma all’epoca non riuscivo a collocarle, a spiegarle, ricordo che mi facevano paura, perchè non capivo poi a sette anni, un giorno, mentre tornavo sullo scuolabus, ho visto una luce che parlava con la voce del nonno che abitava con noi e mi disse che lui era nella luce, che stava bene e che presto avrei capito le sue parole.

Una volta a casa, ho visto che il motorino del nonno non era parcheggiato come sempre vicino al pianerottolo, appena sono entrato, la mamma mi ha detto che era morto e io l’avevo saputo un’ora prima, lo avevo percepito con quella visione.”

Non è questo l’unico dramma che nella sua giovane vita ha dovuto affrontare, ma gli angeli, dice, lo hanno aiutato in questi momenti tragici, “Sapere che sta per succedere un evento doloroso permette di affrontarlo meglio e io lo so in anticipo, è come avere una marcia in più: so in che direzione andare.

” Lui è fortunato,  ma noi che non vediamo e non sentiamo i consigli degli spiriti guida o dell’angelo custode che giura ci stanno sempre accanto?

In realtà, tutti possono sentirli, dice il sensitivo e non serve un rituale esoterico, io sto ben lontano da quel tipo di cose, ma quante volte ci fermiamo, nel corso di una giornata, chiudiamo gli occhi e proviamo a comunicare con il nostro angelo? Non lo facciamo mai.

Siamo troppo presi dalla materialità della vita quotidiana e non troviamo il tempo di parlare con loro”

Spesso viviamo tutto ciò che è spirituale quasi con imbarazzo, con pudore, l’angelo custode ci ricorda solo la preghierina che recitavamo da piccoli e ci fa pensare all’essere alato e paffuto dell’iconografia tradizionale: insomma, una favola da bimbi.

“No, non sono biondi con gli occhi azzurri e non hanno neanche le ali, gli angeli sono sfere di pura luce, comunicano con me mentalmente e io traduco quei pensieri in messaggi però ho letto una frase che reputo veritiera: a volte ci appaiono con le ali per far sì che le persone li riconoscano e non si spaventino della loro essenza, vedere un globo di luce al quale non sai dare il giusto nome può suscitare ansia ma per loro natura sono luce: così chiara e bianca che non c’è paragone, qui, sulla Terra.”

Parlare di trapassati e di figure angeliche porta ad una domanda inevitabile: cosa c’è dopo la morte?

Adamo Cirelli risponde senza tentennamenti perchè lo ha visto: gli hanno concesso uno sguardo, rapido ma intenso, su quello che ci attende.

“Dopo la morte, c’è uno splendido mondo di luce, dove vivono gli angeli, gli spiriti e le schiere angeliche, vorrei che le persone sapessero che non finisce niente: continua tutto in un’altra dimensione, l’ho visto con i miei occhi.

Quando ho chiesto loro, pieno di paura, cosa sarebbe accaduto, mi hanno proiettato in questa realtà fatta di luce, questa è una certezza, so che è difficile crederlo se non si vede, ma vi assicuro che la vita non finisce: continua e per sempre”