lunedì , 10 Dic 2018
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Invasione di comete

Invasione di cometeGli astronomi la chiamano C/2013 A1, è l’ennesima cometa in avvicinamento al nostro sistema solare, in questo anno che si annuncia da record, a scoprirla ufficialmente è stato il famoso “cacciatore” di corpi cometari Robert McNaught lo scorso 3 gennaio.

In realtà, però, si è trattata della conferma di quanto aveva già intuito il telescopio Catalina Sky Survay, in Arizona, alla fine del 2012.

Mentre già altre comete si apprestano a dare spettacolo (da PanSTARRS, prevista per Pasqua, ad Ison, attesa durante le festività natalizie), C/2013 A1- detta anche Siding Spring, dal nome dell’osservatorio australiano presso il quale è avvenuto l’avvistamento, essa si avvicinerà pericolosamente al cielo marziano, forse tanto da rischiare l’impatto.

Infatti, dai primi calcoli, nell’ ottobre del 2014 questa cometa potrebbe intersecare l’orbita di Marte a 0,0007 UA- pari a circa 100mila Km, una distanza di sicurezza, se non fosse che questo tipo di corpi astrali non hanno sempre traiettorie facilmente prevedibili.

Nel corso del suo viaggio è dunque possibile tanto che Siding Spring si allontani sensibilmente, quanto che al contrario si avvicini ancora di più, fino al punto di entrare addirittura in collisione col Pianeta Rosso.

Inoltre, essa possiede un’orbita retrograda ovvero procede in senso orario, esattamente l’opposto rispetto al movimento di tutti i pianeti del nostro sistema solare.

Invasione di cometeAvendo una velocità stimata di 56 km/secondo, un eventuale schianto sulla faccia di Marte provocherebbe un cratere grande 10 volte il suo nucleo apparentemente di 50 chilometri.

L’energia scatenata dall’impatto sarebbe pari a 20 miliardi di megatoni, davvero impressionante, insomma, sarebbe un evento memorabile da osservare, anche per Curiosity, ammesso che il robottino della Nasa sia in zona e ancora in grado di effettuare le riprese dell’incontro super-ravvicinato.

Ma al di là dell’interesse scientifico, l’approssimarsi di Siding Spring suscita pure qualche perplessità e più di un interrogativo tra gli addetti ai lavori, perchè si tratta dell’ennesimo corpo in avvicinamento dalla Nube di Oort, una sorta di nuvola sferica di ghiaccio e detriti (residuo dell’originale materiale che ha dato forma al Sole e ai pianeti) che si estende ai confini estremi del nostro sistema solare, ritenuto il serbatoio delle comete, ma ultimamente ne stanno arrivando più del normale.