venerdì , 6 Dicembre 2019
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Solo 30 minuti di preavviso in caso di supertempesta solare

Solo 30 minuti di preavviso in caso di supertempesta solareIl mondo avrà solo 30 minuti di preavviso in caso di un super brillamento solare che potrebbe causare un blackout mondiale, disattivare i satelliti e creare problemi ad aerei e navi.

A mettere in guardia i governi del mondo è un gruppo di esperti della Royal Academy of Engineering, secondo il quale bisognerebbe creare delle strategie di intervento per evitare il peggio.

Secondo le statistiche, le supertempeste si verificano in media ogni 200 anni, quindi non è una questione di “se”, ma di “quando” e l’ultima tempesta che si ricordi è avvenuta nel 1859, conosciuta come “Evento di Carrington”, la più grande tempesta geomagnetica o solare mai registrata.

Fu segnalata il primo settembre 1859 e deve il suo nome a Richard Carrington, un astronomo inglese, l’evento produsse i suoi effetti su tutta la Terra dal 28 agosto al 2 settembre, la tempesta provocò notevoli disturbi all’allora recente tecnologia del telegrafo, causando l’interruzione delle linee telegrafiche per 14 ore e produsse un’aurora boreale visibile anche a latitudini inusuali (Roma, Giamaica, Hawaii e Cuba).

Solo 30 minuti di preavviso in caso di supertempesta solare

Secondo i ricercatori della Royal Academy of Engineering, una futura tempesta magnetica è inevitabile e sarebbe il caso che le organizzazioni governative internazionali elaborassero delle strategie per evitare la distruzione della rete elettrica mondiale e ai satelliti artificiali in orbita attorno al nostro pianeta.

Benchè i brillamenti solari siano abbastanza regolari, la Terra, dall’inizio dell’era spaziale, non ha ancora sperimentato i danni che potrebbe generare un evento particolarmente intenso poichè fino ad oggi si sono registrati solo eventi di lieve entità che hanno generato piccole scintille sui tralicci della corrente e spettacolari aurore boreali.

Ma cosa accadrebbe se una tempesta magnetica di dimensioni pari a quelle dell’Evento di Carrington colpisse oggi la Terra?  “Le due sfide che i governi si trovano davanti sono la grande quantità di tecnologie che verrebbero compromesse e la crescente vulnerabilità legata all’evoluzione tecnologica”, spiega il professor Paul Cannon, che ha presieduto il gruppo di lavoro dell’Accademia.

“L’Accademia raccomanda al governo (inglese) di istituire un Consiglio sulla Meteorologia Spaziale per supervisionare questi problemi tra i vari dipartimenti governativi, certo non bisogna farsi prendere dal panico, ma bisogna prepararsi perchè, prima o poi, la supertempesta solare arriverà”.

Secondo le stime dello studio, 1 satellite su 10 potrebbe essere messo fuori servizio per diversi giorni, mentre quelli ancora operativi, mostrerebbero gravi sintomi di malfunzionamento che ne richiederebbero la sostituzione.

 I segnali GPS risulterebbero interrotti, di conseguenza la navigazione satellitare sarebbe impossibile, i piloti degli aerei e i comandanti delle navi, di colpo si troverebbero costretti a tornare alla vecchia maniera di navigazione, continua Cannon, mentre gli automobilisti farebbero bene ad avere una mappa cartacea nel loro cruscotto.

Il problema più preoccupante è che le particelle cariche provenienti dal Sole potrebbero interferire con l’elettronica degli aerei: “Lo scenario più plausibile è che possano corrompersi i dati per il controllo del velivolo”, spiega Keith Ryden, ingengnere spaziale presso l’Università di Surrey.

“I singoli chip potrebbero andare distrutti e i piloti potrebbero affrontare un improvviso sovraccarico di tutti i sistemi ma tuttavia, escluderei che potremmo vedere aerei cadere dal cielo”.

Solo 30 minuti di preavviso in caso di supertempesta solare

Un altro grave problema potrebbe essere la distruzione della rete elettrica di buona parte del pianeta, facendo piombare il mondo nell’era preindustriale, ci sarebbero problemi per la coservazione del cibo, per l’acqua corrente nelle case e nelle comunicazioni tra cittadini e tra cittadini e istituzioni.

Attualmente esiste un satellite obsoleto chiamato Advanced Composition Explorer (ACE), il quale fornisce un preavviso di 15 minuti in caso di una espulsione di massa coronale, l’enorme nuvola di plasma di particelle cariche che potrebbe provocare i danni descritti nello studio.

Gli scienziati sono preoccupati per ciò che accadrebbe se ACE non riuscisse a segnalare in tempo l’arrivo di una supertempesta magnetica e per questo si prevede la sostituzione di Ace con un satellite con tecnologia più recente, il Discover, che dovrebbe essere messo in orbita dalla Nasa nel 2014.