venerdì , 18 Gen 2019
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Marte e le menzogne della Nasa

Marte e le menzogne della NasaLa Nasa ha sempre fatto disinformazione riguardo la verità di quello che le sonde e il telescopio Hubble hanno trasmesso a terra da Marte,  forse perchè hanno in mente di farne un pianeta per pochi eletti dopo che avranno distrutto l’ecosistema della terra.

La foto quì sotto di Marte del 27 luglio 1997  è stata ripresa dal telescopio Hubble e mostra una sorta di atmosfera azzurra attorno a Marte.

La ragione è semplice, la foto in questione è stata ripulita del filtro marroncino che la Nasa applica a tutte le foto che mette in rete per confondere e nascondere che il pianeta Marte è vivo e non molto dissimile dal pianeta terra.

Marte e le menzogne della Nasa

Per anni ci hanno mostrato e rivelato solo quello che faceva loro comodo e la verità è che ci sono le prove che Marte fu abitato da una civiltà molto più evoluta della nostra, e niente esclude alla luce delle prove di manufatti e rovine di città (che la Nasa cerca in tutti i modi di negare, mistificare e confondere) che su Marte ci sia tuttora vita intelligente.

E’ certo che le foto che diffondono in rete siano truccate infatti il ricercatore tedesco Holger Isenberg si è sobbarcato il compito di elaborare le foto della NASA per rimuovere il filtro grafico e farle tornare al colore naturale.

Marte e le menzogne della Nasa

Bisogna ammettere che senza filtri Marte mostra non essere differente dalla Terra, in particolare l’atmosfera, ci hanno impiegato decine di anni per ammettere che c’era ghiaccio, quindi l’acqua e questo conferma che le notizie divulgate sono tutte manipolate.

Su Marte sarebbero state fotografate anche foreste  e vegetazione e questo proverebbe che Marte sia in grado di ospitare la vita.

Marte e le menzogne della Nasa

Come potete osservare il paesaggio di Marte appare ben diverso da quello che vorrebbero farci credere, sembra dunque che dietro tutti i recenti fallimenti delle missioni NASA verso il Pianeta Rosso (Mars Polar Lander) o alle laconiche dichiarazioni in merito alla scoperta di piccole quantità di acqua, allo stato liquido, si celi ben altro.

Richard Hoagland, ricercatore statunitense ed ex consulente NASA, sostiene da tempo che l’unico motivo per cui l’ente spaziale americano neghi decisamente ogni possibilità di vita sul Pianeta Rosso sia la consapevolezza che Marte in passato sia stato abitato da una civiltà extraterrestre.

Cavallo di battaglia di Hoagland (nel libro “The Monuments of Mars”) è il “Volto”, una struttura di apparenza artificiale, lunga vari chilometri, che si erge nella regione marziana di Cydonia.

Non lontano dal “Volto” sorgono diverse piramidi, alcune a base pentagonale e persino costruzioni in pietra che assomigliano ad una città vista dall’alto.

La NASA ha sempre smentito seccamente le teorie sull’origine “artificiale” del volto marziano, giungendo tre anni orsono a diffondere foto in cui il viso appariva “schiacciato” e spento, a riprova del risultato di un banale gioco di luci e ombre.

In base a elaborazioni computerizzate di questa seconda foto della NASA, abbiamo però appurato che quella che l’ente spaziale USA spacciava come prova definitiva della non esistenza del volto in realtà è un negativo!

Marte e le menzogne della Nasa

Non un “negativo” come si intende in fotografia, ma una immagine equalizzata in modo tale da risultare appiattita e scialba e la controprova è nella foto ripresa dal Viking nel 1977, la luce colpisce il volto di Cydonia dall’angolo in alto a sinistra, e questo proietta una lunga e densa ombra scura verso destra in basso.

Vi sono alcune creste e rilievi, come quelli che formano la bocca e il sopracciglio, che sono resi brillanti dal Sole mentre nella foto fornita dalla NASA invece l’ombra del volto ricade a sinistra, mentre le creste luminose corrispondenti alla bocca e al sopracciglio diventano misteriosamente nere!

Basta osservare la stessa foto NASA riportata “al naturale” per notare che, d’improvviso, tutte le zone d’ombra e di luce ricadono al punto giusto, come nella foto del ’77.

Ma a questo punto agli occhi ci appare l’immagine di una struttura imponente, tridimensionale e dannatamente artificiale, ci chiediamo ancora per quanto tempo riusciranno ad ingannarci e ad occultare la verità su ciò che è realmente la vita in questo universo.