giovedì , 13 Dic 2018
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Primo appuntamento astronomico del 2013 con lo sciame delle Quadrantidi

La prima pioggia di meteore del 2013 sarà quella delle Quadrantidi, uno sciame appartenente al mese di Gennaio, non si tratta, tuttavia, di un’evento paragonabile agli sciami più intensi.

Quest’anno il maggior numero di Quadrantidi è atteso verso il primo pomeriggio del 3 Gennaio, quando purtroppo da noi sarà giorno.

Se consideriamo che in genere la frequenza oraria degli eventi si mantiene sopra le 100 meteore per almeno una decina di ore, si vede che sfortunatamente quest’anno non avremo neppure l’occasione di osservare né la fase ascendente né quella discendente della curva di attività, ma solamente le zone meno dense della corrente meteorica, per giunta con meteore poco luminose.

Gli scienziati sospettano che lo spettacolo delle Quadrantidi sia rappresentato dai detriti dell’asteroide 2003 EH1, la stessa fonte delle Geminidi di Dicembre, potrebbe inoltre trattarsi di una cometa disgregata diverse centinaia di anni fa e come per ogni sciame, anche quello delle Quadrantidi si verifica quando la Terra passa attraverso un flusso di detriti dalla cometa.

I frammenti impattano nella nostra atmosfera a grande velocità, emettendo luce sino a 80 Km dalla superficie terrestre, buona parte delle piogge di meteore prendono il nome dalle costellazioni da cui sembrano provenire, il punto del cielo cioè in cui si trova il radiante.

Ma da quale costellazione prendono quindi il nome le Quadrantidi? Stranamente prendono il nome da una costellazione non più esistente, il Quadrante Murale.

E’ stata una costellazione utilizzata dai primi astronomi per misurare le posizioni del cielo, se avete avuto la possibilità di osservare una fotografia dell’astronomo danese Tycho Brahe, probabilmente avrete osservato questa costellazione.

Fu nominata nel 1795 dall’astronomo francese Jérôme Lalande, che aveva un quadrante sul suo muro di casa e che decise di immortalare dal cielo, la costellazione ormai abbandonata, consisteva in un gruppo di deboli stelle tra la parte superiore di Boote e il manico del Grande Carro.

La cometa che ha creato questa pioggia di meteore, come detto, non è stata identificata con certezza, ma potrebbe essere stata una cometa osservata nel 1490 dagli astronomi cinesi, coreani e giapponesi.

Data la posizione del radiante, soltanto gli osservatori dell’emisfero boreale potranno osservare lo spettacolo, il picco massimo si verificherà nel corso di questa settimana.