venerdì , 22 Novembre 2019
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Strani segnali dallo Yellowstone

Qualcosa di veramente strano sta accadendo a Yellowstone, osservando i dati forniti dell’osservatorio di Norris Junction emerge qualcosa di molto strano.

A partire dalle ore 18:00 del 28 novembre 2012, le registrazioni sismiche sembrano come impazzite e completamente fuori scala, attualmente le letture non sono ancora tornate alla normalità, ma segnano un’attività sismica particolarmente intensa.

Cosa starà succedendo alla Caldera di Yellowstone, forse il vulcano vuole tornare a svegliarsi oppure si tratta di un semplice malfunzionamento degli strumenti.

Non sembra esserci ancora nessuna spiegazione ufficiale alle anomalie registrate nei dati sismici della caldera, la prima ipotesi che potrebbe quietare i nostri cuori è che si tratti di un malfunzionamento dei sismografi mentre la seconda ipotesi, molto più inquietante, è che il vulcano, dopo una lunga pausa di 74 mila anni, abbia deciso di riprendere la sua attività.

Il vulcano presente sotto il Parco Nazionale di Yellowstone misura circa 70 km di lunghezza, 30 km di larghezza ed è posto a 8 km di profondità sotto la crosta terrestre, potenzialmente uno dei vulcani più grandi del mondo.

Dal 2004 il livello del magma è salito a un ritmo record di sei centimetri l’anno e gli esperti temono la possibilità di un’eruzione, la terza negli ultimi 2,1 milioni di anni.

Tra il 2007 e il 2010, il vulcano sembra essere rimasto in stallo, ma da complessivamente il terreno intorno al vulcano si è sollevato di circa 25 centimetri.

La mancanza di dati affidabili impedisce di stabilire se e quale sia un periodo di rischio certo: sta di fatto che nel caso di un’eruzione esplosiva questa sarebbe mille volte più potente di quella del monte St. Helens e potenzialmente in grado di rendere inabitabili due terzi degli Stati Uniti.

Milioni di persone rimarrebbero senza casa, i fumi tossici inquinerebbero le colture e fonti d’acqua.