giovedì , 17 Ottobre 2019
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I 7 pianeti che potrebbero ospitare la vita

Un anno fa, erano due mentre oggi sono sette: sono i pianeti iscritti in una lista molto speciale, l’Habitable Exoplanets Catalogue, che si pone l’obiettivo di censire i mondi al di fuori del nostro Sistema Solare più promettenti per la ricerca di vita extraterrestre.

Pianeti che potrebbero essere vivibili, gemelli della nostra Terra, con acqua allo stato liquido in superficie, un’atmosfera respirabile e una vegetazione che sosterebbe una biosfera.

Dove, perché no, potrebbe essere nata ed essersi evoluta la vita come la conosciamo o nel peggiore dei casi, dove in un futuro molto remoto potremmo andare ad abitare.

Il più vicino è a 20 anni luce dalla Terra, ma siamo appena all’inizio: nuovi telescopi spaziali e anche nuovi e più potenti telescopi a terra promettono di arricchire velocemente questo catalogo e scovare magari mondi più vicini.

Gliese 581g e compagni

Il più famoso e anche il più promettente è Gliese 581g, dove “Gliese” è il nome dell’astronomo tedesco che nel 1957 pubblicò il catalogo ancora oggi utilizzato delle stelle finora note presenti in un raggio di 20 parsec dalla Terra (circa 65 anni luce), “581” è il numero progressivo delle stelle censite nel catalogo e la lettera “g” indica che si tratta del settimo pianeta nel sistema a partire dal proprio sole.

Scoperto nel 2010, orbita intorno a una nana rossa e ha una massa tre volte quella della Terra.

Una delle tante “superterre” che però si trova nella giusta posizione che permetterebbe la presenza di acqua allo stato liquido.

Si trova a 20 anni luce da noi, analogamente a Gliese 581d che, secondo alcuni studi, potrebbe possedere un’atmosfera di anidride carbonica: la prima atmosfera di un pianeta simile alla Terra finora scoperta.

Gliese 667c è invece a 22 anni luce, in una regione del tutto diversa, più grande, circa 4,5 volte la massa della Terra, si trova in un sistema stellare triplo e orbita però intorno a una stella che ha una massa circa un terzo di quella del nostro Sole.

Il più distante del catalogo Gliese è infine (a 50 anni luce) Gliese 163c che però non è ancora chiaro se si tratti di un pianta gassoso molto piccolo o di una superterra davvero molto massiccia, perché la sua massa è sette volte quella della Terra.

Tuttavia, anche in questo caso si troverebbe nella fascia abitabile, la cosiddetta “zona di Goldilock” o di “Riccioli d’Oro”, dall’omonima fiaba in cui la protagonista trova che nella casetta in cui è entrata c’è un letto che sembra fatto apposta per lei.

Ecco, i pianeti che si trovano in questa zona sembra che godano delle condizioni tali da renderli “fatti apposta” per ospitare la vita.

Kepler-22b e il futuro

Molto famoso è Kepler-22b, il ventiduesimo individuato da Kepler, il telescopio spaziale della NASA, sembra che abbia sulla superficie una temperatura da paradiso, circa 22° centigradi.

È un pò più lontano dalla sua stella di quanto potremmo ritenere accettabile , ma forse lì c’è un’effetto serra che aiuta a tenere alte le temperature, a sufficienza per avere acqua liquida.

È un pianeta grande poco più del doppio della Terra in un sistema stellare abbastanza lontano, circa 600 anni luce da noi.

HD40307g è invece una delle più di duecentomila stella censite nel vecchio catalogo Henry Draper, che risale agli anni ’20 del secolo scorso.

Dista 42 anni luce da noi ed è molto vicino alla sua stella, circa la metà della distanza che c’è tra la Terra e il Sole, è stato difficile scovarlo ma sembra abbastanza promettente anche perché, nonostante la vicinanza, la stella intorno a cui orbita è più fredda della nostra.

Infine, a 35 anni luce, c’è HD85512b, circa quattro volte più massiccio della Terra, scoperto nel 2011 da HARPS, potente spettrografo installato su uno dei telescopi dell’osservatorio di La Silla, in Cile.

Se tutto va bene, presto potremmo avere conferma dell’esistenza di acqua liquida sulla sua superficie, ma la ricerca di esopianeti è una branca in pieno sviluppo e l’annuncio di un gemello della Terra non è più questione di “se”, ma solo di “quando”.