giovedì , 21 Novembre 2019
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Nel tarantino avvistato e fotografato un’Ufo

Il caso che arriva dal tarantino ha davvero dell’incredibile a testimoniarlo un militare salentino, A.P., di 45 anni nato a Novoli e residente a Salice salentino che da qualche anno lavora presso il porto di Taranto.

L’avvenimento che l’uomo racconta risale in realtà allo scorso 21 agosto, ma è stato reso noto in queste ore, dopo che sono stati interpellati anche il Centro Ufologico Nazionale e quello Regionale oltre al Centro Ufologico Mediterraneo.

Ecco la testimonianza del militare, che quel giorno alle 19.45 era insieme a un collega.

“Stavamo percorrendo la S.S. 7 provenienti da Grottaglie in direzione Taranto, quando il mio sguardo veniva attratto da due elicotteri, di colore scuro e privi di scritte identificative, che passavano sopra le nostre teste.

Osservando il cielo, in lontananza il mio sguardo si soffermava su una luce intensa e circolare (premetto che era quasi il tramonto, il sole era di colore rosso ma ancora interamente visibile) di colore giallo, sembrava il faro abbagliante di un’auto, ma era molto lontano.
Mentre eravamo intenti ad osservarla per capire cosa fosse, la stessa ad una velocità a mio parere impossibile, si avvicinava verso di noi e si fermava a notevole distanza.

Il mio collega che era alla guida mi ha detto di fotografarla, allora ho preso il mio I-phone e l’ho puntato verso quella luce ma misteriosamente non era visibile sul display del telefonino mentre ad occhio nudo era perfettamente visibile”.

Ed è a questo punto che il racconto del sottufficiale si fa ancora più interessante.

“Ho deciso di fare la foto in prossimità di quella luce ed ho premuto il tasto, la curiosità era forte, così da indurmi a rivedere la foto immediatamente e allora sono rimasto un po’ sconcertato: la luce si era trasformata in un oggetto che dava l’impressione di essere una navicella spaziale, non so se possa essere identificato come “Ufo”.

Dopo aver osservato la foto, ero in procinto di farne un’altra ma ci siamo accorti però che quell’oggetto si dileguava all’orizzonte ad una velocità che è impensabile si possa raggiungere”.