sabato , 22 settembre 2018
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Lo Stargate degli Dei in Perù: “Puerta de Hayu Marca”

Quasi a 1300 km a sud-est di Lima, in Perù, presso le rive del lago Titikaka, si trova un sito che confonde i visitatori di tutto il mondo, gli shamani visitato ancora questo luogo a compiere rituali e ad offrire preghiere alla parete rocciosa situta sull’altopiano, come fanno da generazioni.

Il sito è conosciuto come la “Puerta de Hayu Marca”, o anche come la “Porta degli Dei” si tratta di una porta gigantesca, scavata nella solida roccia che sembra davvero un accesso, ma non porta da nessuna parte!

Il sito si trova letteralmente in mezzo al nulla, ad oltre 4000 metri di altezza, eppure quella roccia ha chiaramente un gigantesco rettangolo intagliato e, al centro del rettangolo, in basso, c’è un incavo che sembra proprio una porta.

I nativi peruviani la chiamano la “porta degli dei”, l’antiche leggenda peruviana racconta che tutte le Americhe un tempo erano unite sotto un unico capo e sotto una comune tradizione spirituale.

Il nome”America” deriverebbe da “Amaru-ca-ca” o “Ameru”, “Ameri-ca”, che significa “Terra del Serpente”, così denemominata dopo l’avento di un portatore di cultura e tecnologia conosciuto storicamente come Aramu Muru o Amaru (serpente/saggezza).

Aramu Muru proveniva dall’antico continente di Mu, egli aveva con sè molti oggetti tecnologici, tra cui il potente “disco solare”, secondo i nativi del Perù, il re sacerdote, in antichità avrebbe assistito molte tribù primitive, dopo il suo arrivo all’indomani della distruzione di Mu e di Atlantide e grazie al suo ausilio, le antiche tribù americane furono in grado di costruire imponenti templi megalitici che ancora sono visibili nel territorio mesoamericano.

Secondo la leggenda, questo primo re sacerdote attraversò il portale grazie ad un oggetto speciale che attivava l’apertura traformando la pietra in uno stargate e questo oggetto speciale doveva essere il “disco d’oro” che Aramu Muru aveva con sè,  attraversò lo stargate e nessuno lo vide mai più.

Lo shamano presente, fu testimone dell’intero evento e lo raccontò alle varie tribù della zona, tramandandolo per le varie generazioni.

Gli archeologi che hanno esaminato la porta degli dei, hanno scoperto un piccolo avvallamento circolare al centro, c’è chi ipoteizza che, forse, questa depressione era il punto in cui si inseriva il disco d’oro.

Secondo Philip Coppens, autore e giornalista investigativo, «sembra una storia di fantascienza, si dice che il congegno fosse fatto tutto d’oro e di varie altre pietre preziose e chiunque ne fosse in possesso, poteva giungere alla porta e farla funzionare, stabilendo un contatto con gli dei, oppure invocandoli».

Si crede che qualcosa di storico si nasconda dietro queste leggende: è possibile che questo disco d’oro avesse un collegamento con qualche antica civiltà extraterrestre e che fosse un congegno grazie al quale era possibile viaggiare tra diversi mondi.

Questo significherebbe prendere fisicamente una persona, portarla in un altro luogo o dimensione e riportarla indietro e secondo le leggende locali, questi re sacerdoti, noti come “fratelli dello spazio”, pare venissero da altri mondi.

Secondo i teorici degli “antichi astronauti”, la porta degli dei è all’estremità di un tunnel spazio-temporale, una sorta di portale che collega ad un altra parte dell’universo o ad un altra dimensione.

Il tunnel gravitazionale è un costrutto teorico basato sulla Relatività Generale, il concetto è che esiste davvero la possibilità che spazio e tempo siano connessi e che varie parti di spazio e tempo siano collegate da un piccolo canale e se si creasse questa struttura, si otterrebbe una scorciatoia tra parti dell’universo molto distanti tra loro.