domenica , 24 Mar 2019
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Grazie a un buco nero avremmo la prova definitiva della Teoria della Relatività

Per individuare la stella S0-102, gli scienziati si sono serviti del W. M. KeckW. Observatory, nelle Hawaii, dove i suoi telescopi sono puntati sulla Via Lattea, un gruppo di astronomi ha così scoperto una stella che orbita a grande velocità intorno al buco nero supermassiccio al centro di essa appunto e ciò potrebbe essere una straordinaria opportunità per mettere alla prova la teoria della relatività generale di Einstein su vasta scala.

La stella, poco luminosa, si chiama S0-102, e completa la sua orbita (stabile anche se soggetta a modificazioni) in 11,2 anni, a una velocità che raggiunge i 10.600 chilometri al secondo e mai prima d’ora era stato identificato un oggetto di grandi dimensioni così vicino al centro della nostra galassia; si conosce solo un’altra stella, S0-2, che orbita in prossimità del buco nero, ma impiega circa 16 anni.

“Il fatto che stiamo trovando stelle così vicine al buco nero supermassiccio dimostra quanto si stia sviluppando questo campo di ricerca”, sostiene Andrea Ghez, astrofisica dell’Università della California di Los Angeles e coautrice dello studio pubblicato questa settimana sulla rivista Science.

“Sono cento volte più vicine all’orizzonte degli eventi(oltre il quale nulla, nemmeno la luce, può sfuggire a un buco nero) di qualsiasi stella scoperta in precedenza”.

“Il nostro primo obiettivo”, prosegue Ghez, “è stato individuare le stelle, mentre i prossimi passi riguarderanno i fondamenti della fisica: abbiamo trovato un laboratorio senza precedenti per mettere alla prova la teoria della relatività generale”.

“La scoperta è davvero molto importante, perché più una stella è vicina al buco nero, più forte è il campo gravitazionale da studiare e più pronunciati i suoi effetti”, commenta Avi Loeb, un fisico teorico della  Harvard University che non ha partecipato alla ricerca.

S0-102 è stata scoperta nonostante la sua luminosità sia 16 volte inferiore a quella di S0-2; questo, sostiene lo scienziato, fa pensare non solo che la tecnologia ha fatto grandi progressi, ma anche che attorno al buco nero potrebbe esserci un numero di stelle molto maggiore di quanto si pensasse.

La presenza di altri corpi celesti rende però più difficile verificare le previsioni di Einstein: ciascuna stella, infatti, sarebbe soggetta anche a influssi gravitazionali diversi da quelli del buco nero, di cui bisognerebbe tener conto.

“Sarà l’osservazione congiunta di S0-102 e S0-2  a svelare per la prima volta la geometria dello spazio-tempo intorno a un buco nero”, ha dichiarato Ghez.

“La misurazione non potrebbe essere effettuata se ci fosse una stella sola”; Ghez e colleghi si aspettavano quindi di individuare stelle molto vecchie, che grazie alla loro maggiore coesione avrebbero potuto resistere meglio all’influsso del buco nero, invece, sorprendentemente, hanno scoperto che S-02 è una stella giovane, e potrebbe esserlo anche S-102.