mercoledì , 20 Mar 2019
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Cina e forme di vita extraterresti

Gli astronomi cinesi sono sempre impegnati nella ricerca di pianeti simili alla Terra e si dicono sempre più convinti che, molto presto, i loro sforzi di scovare un pianeta extrasolare abitabile, sarà coronato dal successo.

Secondo Wang Lifan, ricercatore presso l’osservatorio Purple Mountain e direttore del Centro Cinese per l’astronomia antartica, “è altamente probabile che gli esseri umani, nei prossimi anni, possano trovare un pianeta simile alla Terra, ed è molto facile che questi pianeti si trovino nella nostra Via Lattea, a poche migliaia di anni luce da noi”.

Nell’ambito dell’appassionante ricerca esoplanetaria, i cinesi hanno già installato al Polo Sud il primo dei tre telescopi previsti dal programma Antarctic Survey (AST3-1), nella zona di Dome Argus, il punto più alto del continente antartico. Una delle missioni principali del programma è proprio la ricerca di pianeta extrasolari simili adatti alla vita. “Avremo i primi dati nella prossima primavera, con la speranza di avere già qualche pianeta candidato. E’ difficile dire quanti, ma spero che siano non meno di dieci”, spiega Wang.

Gli astronomi cinesi utilizzano un telefono satellitare denominato “Iridium” per dare e ricevere i dati dai loro strumenti di osservazione in Antartide, con il limite di poter inviare e ricevere piccole quantità di dati per trasmissione. Tuttavia, Wang ha rivelato che il suo team ha in progetto di costruire un super sistema informatico in Antartide. “Il nuovo sistema potrebbe aiutare ad analizzare le enormi quantità di dati raccolti sul sito e trasmettere i risultati via satellite”, dice Wang Lifan.

Tutte le agenzie spaziali del pianeta sono attivamente impegnate nella ricerca di pianeti extrasolari simili alla Terra, un tipo di ricerca che si è dimostrato particolarmente difficile, in quanto, l’esistenza di un pianeta simile al nostro, richiederebbe la compresenza di parametri molto precisi, legati alla dimensione, alla temperature e all’atmosfera. “Finora, non è stato trovato nulla di simile alla Terra”, continua Wang.

“Abbiamo osservato numerose stelle simili al Sole, cercando tra i pianeti nella cosiddetta “fascia abitabile. Nella nostra ricerca, però, non escludiamo quelle stelle più piccole e meno brillanti del nostro Sole. Se le stelle sono troppo grandi, queste tendono ad evolvere più velocemente, esplodendo più presto e distruggendo i suoi pianeti”.

Il secondo telescopio del programma AST3 sarà installato in Antartide tra il 2013 e l’inizio del 2014, mentre il terzo vedrà la luce tra il 2014 e il 2015. Gli scienziati cinesi hanno anche in programma di istituire un osservatorio antartico per incrementare ulteriormente la loro attività di ricerca e affinare la ricerca di esopianeti abitabili. Secondo i piani, l’osservatorio dovrebbe entrare in funzione entro il 2020.

“Questi telescopi dovrebbero aiutarci a trovare almeno 100 stelle simili al Sole. L’Antartide è uno dei posti migliori sulla Terra per l’osservazione astronomica, in quanto ha un terreno molto pianeggiante, un’atmosfera molto nitida e poco turbolenta. I telescopi terrestri ci daranno preziose informazioni sull’Universo”, continua Wang.

Ma il vero obiettivo delle osservazioni, rimane la ricerca della vita extraterrestre. “Sappiamo troppo poco della vita. Forse ci sono forme di vita che vivono in ambienti completamente diversi da quelli che possiamo immaginare e che abbiamo qui sulla Terra. Le ricerche hanno dimostrato che esistono forme di vita capaci di vivere in ambienti altamente ostili”, conclude Wang.

Insomma, a dispetto dei luoghi comuni sulla Cina, pare che i cinesi, all’alba del terzo millennio, vogliano essere, nel prossimo futuro, i protagonisti della ricerca astronomica e dell’esplorazione spaziale.